Chi è Stefano Fiore
mercoledì 9 settembre 2009
(martedì 8 settembre 2009) – E’ arrivato il giorno della presentazione ufficiale di Stefano Fiore , centrocampista con spiccate doti offensive nato a Cosenza il 17 Aprile 1975, fratello del meno fortunato Adriano, ex calciatore rossoblù ai tempi di Bortolo Mutti.
Nonostante Stefano non sia più un ragazzo, con i suoi 34 anni e la sua internazionale esperienza, rappresenta per la formazione rossoblù l’elemento di spicco in una rosa già abbastanza competitiva per la Lega Pro di Prima Divisione, con un contratto che praticamente lo legherà fino alla fine della sua carriera alla maglia e ai traguardi rossoblù .
La ciliegina sulla torta o se preferite il “Fiore” all’occhiello della squadra di Mister Toscano, che da quest’oggi potrà contare sull’estro, la fantasia e la voglia di rivalsa del fantasista silano doc.
Per Fiore, si tratta di un gradito ritorno al Cosenza, di fatto, Stefano ha militato nel Cosenza Calcio fino all 1994 anno in cui finisce all’ “Euro” Parma di Nevio Scala, che lo fa esordire a soli 19 anni contro il Genoa. Con la squadra emiliana nella stagione 1994/95 conquista la sua prima Coppa Uefa, grazie alla collaudatissima esperienza di colleghi del calibro di Zola, Baggio, Benarrivo, Apolloni, Bucci (tanto per citarne alcuni!) vicecampioni del mondo.
E’ solo l’inizio di una lunga carriera, nel 1995/96 indossa la maglia del Padova mentre nella stagione 1996/97 finisce in Serie B con il Chievo Verona.
Ritorna a Parma per altre due stagioni dal ’97 al ’99 e diviene uno dei titolari inamovibili della squadra nella migliore stagione della storia del Parma, Stefano conquista insieme ai suoi compagni,la Coppa Italia (contro la Fiorentina) e per la seconda volta la Coppa Uefa battendo in finale in quel di Mosca, l’Olympique Marsiglia per 3-0.
Per il neo-rossoblù Stefano Fiore, 10 presenze e 2 reti nella manifestazione europea e viene incoronato come uno dei principali protagonisti.
Inizia da allora una carriera tutta in discesa per Fiore che prima sbarca ad Udine, 67 presenze e 18 reti in 2 anni, consacrandosi giocatore di livello internazionale approdando nella Nazionale Italiana allenata da Dino Zoff, il 23 febbraio 2000 a Palermo contro la Svezia, il silano diverrà poi uno dei migliori giocatori dell’Europeo di Calcio del 2000.
Sulle ali dell’entusiasmo, con una stoffa e un talento da vendere approda alla Lazio dove ritrova l’ex ct Dino Zoff nel frattempo dimessosi dalla panchina dell’Italia in seguito ad alcune dichiarazioni poco gradite alla stampa da parte del premier Silvio Berlusconi.
Ma Stefano però non mantiene le aspettative, forse a causa dell’altalenante andamento della Lazio affidata dopo sole quattro giornate ad Alberto Zaccheroni, anche lui ex Cosenza, in ogni caso il fantasista colleziona in biancoceleste 30 presenze e 3 reti in campionato.
Fiore riesce a ritrovare se stesso grazie al successore di Zac, ovvero Roberto Mancini, l’idolo di Parma e Lazio infatti, riesce a trovare per Fiore un ruolo su misura.
Nelle due stagioni sotto la guida del tecnico di Jesi raggiunge la piena maturità calcistica: nel 2002-03 la Lazio arriva alla semifinale di Coppa Uefa e al quarto posto in campionato al quale Fiore contribuisce con 33 presenze e 6 marcature.
Risulta, così, determinante nella conquista del diritto a disputare i preliminari di Champions League della stagione seguente.
In questa 2003-04 i biancocelesti si classificano al sesto posto in campionato e Fiore, oltre a collezionare 32 presenze e 8 reti in campionato, li trascina alla vittoria della Coppa Italia. Nella finale di andata che si disputa a Roma, la Lazio batte la Juventus per 2-0: Fiore è autore di un’ottima prestazione mettendo a segno entrambe le reti del successo. Il suo nome entra nel tabellino dei marcatori anche nella finale di ritorno a Torino : Fiore fissa il punteggio sul 2-2 completando così la rimonta (da 0-2) della sua squadra ai danni della compagine di Lippi. Con 7 presenze e 6 reti risulta essere il protagonista assoluto della manifestazione laureandosi capocannoniere del torneo.
Poi, a causa della crisi economica della Lazio di Cragnotti e lo scandalo Cirio, nell’estate del 2004 lascia Roma per Valencia.
In Spagna, sebbene in una squadra “italiana” (sono presenti nella rosa Carboni e Di Vaio e il tecnico è Ranieri) incontra difficoltà che non gli consentono di esprimersi ad alti livelli. Il 27 agosto 2004 il Valencia conquista la Supercoppa UEFA ai danni del Porto vincitore dell’ultima Champions League. Nella stagione 2005-2006 Fiore viene ceduto dagli iberici in prestito in Italia, ingaggiato dalla Fiorentina. In viola torna protagonista disputando tutte le 38 partite e mettendo a segno 6 reti, ma al termine della stagione il Valencia non riesce a trovare l’accordo per cederlo definitivamente. Fiore torna così in Spagna, ma resta ai margini della squadra: l’ultimo giorno del calciomercato 2006, dopo una lunga trattativa, viene ceduto in prestito al Torino, coronando così il desiderio di tornare in Italia. Dopo 19 presenze e 1 gol in maglia granata, il 31 gennaio 2007 si trasferisce al Livorno in prestito fino alla fine della stagione.
Il 22 agosto 2007, dopo essersi svincolato dal Valencia, ha firmato un contratto della durata di un anno con il Mantova. La sua annata con i virgiliani si conclude con 24 presenze e 3 reti.
Nell’estate 2008 si ritrova senza contratto, nonostante abbia provato a farsi ingaggiare dalla Reggina e da alcune squadre di Lega Pro.
Il 12 luglio 2009 si aggrega a Tarvisio al ritiro dell’Lecce, che si appresta a giocare in Serie B, con la prospettiva di entrare a far parte della squadra con un contratto a gettone, per lui è un momento buio della carriera come riportato in una intervista su Tuttomercatoweb: “Nessuno mi vuole, neanche gratis“.
In realtà qualcuno lo voleva o meglio lo vuole tuttora, il Cosenza Calcio, dopo anni di corte è riuscito a riportare a casa il proprio fantasista.
Così parlò Stefano Fiore alla penna rosa della Gazzetta dello Sport dalle giunoniche forme, Selvaggia Lucarelli: “Gianfranco Zola ha rifiutato anche soldi per terminare la carriera a Cagliari dopo aver lasciato il Chelsea, non escludo che io possa finire la mia carriera a Cosenza”
Ipse dixit.
via: Tuttomercatoweb
via: Wikipedia
via: Selvaggia Lucarelli: Il blog
Dicono di lui:
QNM – Stefano Fiore, storia di un calciatore dimenticato
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