Cosenza-Andria 1-1

domenica 31 gennaio 2010

Al Cosenza non riesce la sbandierata impresa di tornare alla vittoria dopo la duplice sconfitta contro Giulianova e Verona, e dall’altra parte l’Andria si mangia le mani per aver lasciato il San Vito con un punto solo, dopo aver rimontato un gol, fallito un rigore e giocato metà ripresa in superiorità numerica. Un tempo inclemente, con pioggia a tratti fittissima sul San Vito e temperature prossime allo zero, raffreddano gli animi dei ventidue scesi in campo, così, a parte qualche raro sussulto -i due gol, il rigore, qualche occasione per gli ospiti nel convulso finale- ne esce una partita brutta, lottata a centrocampo, dove il Cosenza non riesce a mettere completamente in moto la classe di Fiore (riportato in cabina di regia col ritorno al 3-4-3) e gli ospiti badano soprattutto al possesso di palla.


Poteva essere una prima frazione da zero a zero, con giusto un paio di tiri sparacchiati da Virga (il più attivo dei suoi almeno in avvio) e poco altro, invece sul taccuino, come primo appunto, ci finisce proprio il gol dei Lupi, intorno alla mezz’ora. E’ una fiammata improvvisa, con Fiore che apre magistralmente a sinistra per Maggiolini e l’esterno mette in mezzo un rasoterra sul primo palo sul quale si avventa Scotto (discreta la sua prova, mentre Biancolino è apparso in ombra). Il tocco sottomisura del furetto rossoblu è salvato alla disperata da Spadavecchia in uscita bassa, ma sulla linea Virga, proprio come a Verona, capitalizza e gonfia la rete con un tocco facile.
L’uno a zero potrebbe sbloccare la partita e regalare all’infreddolito pubblico qualche emozione, ma i pugliesi non si scompongono, ed anzi dalle parti di Petrocco non si faranno vedere fino al gol del pareggio, se si eccettua un innocuo colpo di testa di Anaclerio da calcio d’angolo, che il portiere rossoblu blocca senza patemi. Il primo tempo, così, scivola via abbastanza sonnolento, e non succede altro.
La ripresa comincia sulla stessa falsariga, ed è veramente difficile trovare spunti per raccontare la cronaca del nulla che succede. Si segnala un altro gioco di prestigio di Fiore con palla per Biancolino che dalla distanza calcia ben fuori dai pali di Spadavecchia, e nient’altro.
Il pari ospite, così, è un altro fulmine a ciel sereno, che fa il paio (e il pari) col gol di Virga. Succede che all’Andria, finalmente per loro, ne riesce una al limite dell’area, al 12′: un uno-due che libera, solissimo, il talentuoso Sy. Il cross morbido di quest’ultimo scavalca Petrocco (un altro pallone che sorvola l’area piccola, ma davvero non si trova un portiere che consideri l’idea di uscire e bloccare cross che gli sfilano a pochi metri dalle braccia?) e sul secondo palo trova Chiaretti, in solitudine altrettanto beata.
Il colpo di testa del biancoblu supera l’estremo difensore silano e fa uno a uno, per la gioia dei circa 250 supporters ospiti, rumorosi e colorati per tutto il match.
In realtà, nemmeno questo gol dà l’auspicata scossa, né al Cosenza, che vorrebbe riportarsi avanti ma non è assolutamente giornata, né all’Andria, che si ritrova in pugno il tesoretto di un gol del pareggio giunto al primo tiro in porta e proprio non se la sentirebbe di scoprirsi ed osare di più.
La scossa, così, la dà l’arbitro, cambiando il volto della partita al 23′: su un contropiede che lancia Sy verso la porta di Petrocco, in piena area interviene l’esordiente Scognamiglio, tirando giù l’attaccante ospite con una vigorosa spallata. Il signor Viti propende per il calcio di rigore, con una decisione che in realtà suscita più di qualche perplessità, visto che l’intervento del neorossoblu, per quanto robusto, è consistito pur sempre in una spallata, che il regolamento in ampia misura consente. Per sovrappiù, l’arbitro ci mette anche il cartellino rosso nei confronti di Scognamiglio, decidendo per la chiara occasione da rete, e così il Cosenza rivede gli spettri giuliesi.
La storia, però, stavolta è un po’ diversa.
Paolucci si incarica del tiro dagli undici metri, sotto lo sguardo dei supporters pugliesi assiepati a pochi metri nello spicchio del settore ospiti. La sua riconrsa non è lunga ed il suo tiro, seppur forte, non appare irresistibile: Petrocco si lancia dalla parte giusta e forse, chissà, riuscirebbe anche a pararlo, ma la palla comunque si schianta contgro la traversa e rimbalza via, lontano, in un’esplosione di gioia rossoblu.
Da qui in poi, comunque, la partita cambia. Nonostante il contraccolpo psicologico, l’Andria si riversa in avanti, forte dell’uomo in più, e il Cosenza sceglie di non correre più gli stessi rischi che erano costati la partita contro gli abbruzzesi, due settimane fa, rinculando in difesa. Scotto lascia il campo a Chianello e Maggiolini, quando la benzina proprio è finita e la lucidità scarseggia, viene sostituito dal figlio, prodigo La Canna.
Gli ospiti capiscono che il Cosenza non ne ha più, e che Biancolino, al contrario dell’infortunato Danti (quanto è mancato oggi!), non ha né il passo né il dinamismo dell’inafferrabile funambolo di San Giovanni in Fiore. I lanci lunghi per il Pitone consentono qualche volta ai Lupi di rifiatare e risalire, ma l’inerzia passa tutta dalla parte dei biancoblu, che pur senza combinare nulla di trascendentale chiudono la partita in attacco, continuando a recriminare per quel rigore.
L’occasione vera per portare comunque i tre punti a casa i pugliesi se la ritrovano al 90′: manco a dirlo, è sempre Sy (di gran lunga il migliore dei suoi) ad eludere la difesa rossoblu e a raccogliere, solissimo davanti a Petrocco, un cross dalla destra, in anticipo su Fanucci. Il tocco di piatto destro del colored fa calare un attimo di gelo sull’intero San Vito, silente e sgomento. La palla, però, sfiora soltanto il palo alla sinistra del portiere dei Lupi, e scivola sul fondo.
Dopo tre minuti di recupero, il triplice fischio pone termine alla contesa, col Cosenza che, alla fine dei conti, si ritrova comunque vivo, nonostante l’uomo in meno e la conseguente confusione tattica che ne è derivata, esattamente come contro il Giulianova. Un punto che non smuove la classifica, anche perché dagli altri campi di questa combattutissima ed equilibratissima Prima Divisione Girone B arrivano risultati simili; cade la Reggiana anzi, e solo il Verona, ormai lanciatissimo, allunga ulteriormente.
Intanto, il calciomercato arriva agli sgoccioli. La società non ha mantenuto le promesse, e certamente Scognamiglio, un figurante come gli altri, per giunta già espulso e prossimo alla squalifica, non è quel rinforzo difensivo che la tifoseria esigeva; non dopo che si sono fatti i nomi di Federici, Cotroneo e Vitiello.
Non si può negare che la retroguardia rossoblu non offra molte garanzie, nemmeno quando la squadra è in vantaggio: Da Taranto ad oggi, per sei partite consecutive, comprese quelle vincenti su Spal e Pescina, il Cosenza è stato puntualmente rimontato dopo essersi portato in vantaggio. Questo vuol dire molto.
Ora si va a Lanciano, con la speranza che da lì possano arrivare finalmente i tre punti, quantomeno per riprendere la marcia verso l’obiettivo minimo dei playoff. Quali saranno le intenzioni della società (dopo Lanciano ci sarà la sosta e si potranno tirare le somme) ce lo diranno queste ultime ore di calciomercato.

Commenti

Hai qualcosa da dire?

You must be effettua il login per inserire un commento.

Scommesse Sportive
Il miglior sito di scommesse sportive

Scommesse Scommesse .org.uk è il sito dove trovi i migliori bookmakers su internet!

CosenzaCalcio.eu é a prova di Digg grazie alla cache fornita da WP Super Cache