Cosenza, i giochi sono fatti…
mercoledì 24 marzo 2010
…Inutile illudersi.
L’ennesimo inguardabile Cosenza di questo ormai lungo scorcio di campionato, l’ennesima occasione persa, gli ennesimi punti buttati via al San Vito, dove si è vinto solo 5 volte su 14 (!!!), possono significare solo che la stagione dei Lupi, comunque da archiviare positivamente dopo due promozioni consecutive ed il ritorno in un campionato magari non ancora degno e soddisfacente, ma certo nobilitato da piazza dal grandissimo blasone, si chiude virtualmente qui.
Analizzare da un qualche punto di vista tecnico o tattico la gara con la Cavese, magari recriminare per l’ennesimo rigore fallito (Fiore al 5′ del primo tempo dopo un fallo su un ottimo Danti: quarto rigore buttato alle ortiche su sette calciati…), avrebbe poco senso. Non dopo un Cosenza-Cavese così. Non dopo che la squadra ha dimostrato una condizione fisica e atletica deficitaria, e zero voglia e ancor meno grinta, offrendo una prestazione sconsolante che ha fatto passare persino la voglia di criticare.
Il caldo del San Vito e di questo inizio primavera ha spento persino i fischi: il pubblico aveva solo voglia d’andar via.
Raccontare la parta è facile quanto penoso, racchiudendola nei pochissimi episodi degni di nota. Detto del rigore di Fiore, su cui è meglio sorvolare per amor di patria, ci si ricorda solo, nel primo tempo, uno scambio Scotto-Biancolino fermato dalla difesa ospite, e una traversa per i viaggianti colta su un tiro da fuori al 14′, scoccato di controbalzo da Schetter, anima della Cavese.
Poi, il nulla, se non forse l’infortunio di Fiore, che esce al 18′, sostituito dal rientrante Biancolino.
La ripresa per larghi tratti offre ancor meno, se pure il Cosenza, comunque, mostra un po’ di volontà in più, purtroppo condita da una desolante lentezza nella circolazione di palla e un’approssimazione negli stop esasperante, tanto da perdere palloni su palloni per essere costretti ad inseguirli dopo il solito controllo infelice.
Biancolino lotta e fa sponda per il deserto, Scotto scompare restando l’ombra del campioncino ammirato nel girone d’andata, Virga mostra impegno e volontà e salta spesso il suo marcatore, concludendo poi con cross da oratorio indegni di un giocatore che ha militato anche in Champion’s, oltre che in categoria superiore.
Danti spicca per il suo dinamismo e la sua immarcabilità: quando parte, il furetto è l’unico che davvero mette apprensione agli ospiti.
Quanto alla cronaca, pochissima cosa.
Una discesa di De Rose fa arrivare il pallone a Danti sottoporta al 20′: sul centro del numero 11, Biancolino è in ritardo e Virga tenta un improbabile dribbling anziché tirare in porta.
Nulla per tutto il resto della ripresa.
Triplo brivido proprio in chiusura: prima De Rose, al 90′, viene chiuso in corner dall’uscita disperata di Russo; poi Bacciocchi da fuori impegna severamente Gabrieli, che si disimpegna alla grande; ed infine, proprio all’ultimo dei cinque minuti di recupero, Turienza a mezzo metro dalla porta osa mandare fuori un pallone che sembrava già in gol, e gli ospiti si mangiano le mani.
Cosa resta? Difficile parlare di playoff, oggi, anche se sono ancora lì a due punti nonostante anche il caos del caso Potenza, che forse ha influito negativamente anche sul morale dei rossoblu. La prospettiva, dopo la sosta, è una trasferta in casa di un Pescara che vorrà consolidare la posizione e tentare l’ultimo assalto al Verona.
Difficile parlare di playoff anche e soprattutto alla luce della gara di oggi, che va ad inanellarsi nella collana di orrori degli ultimi due mesi di campionato.
Forse è davvero il caso di archiviare questa stagione, ringraziare ancora squadra e società, e lavorare per il futuro, e magari provare a vincere la Coppa Italia: mercoledì c’è il ritorno al San Vito col Gubbio, serve un gol senza subirne per raggiungere la finale.
Un obiettivo è rimasto ancora
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