Cosenza, Addio sogni di gloria??
martedì 13 aprile 2010
In questa stagione dal San Vito sono passati tanti treni che portavano ai play off e ogni volta il Cosenza si è fatto trovare impreparato, ma se prima i risultati delle altre squadre ci davano una mano col successo della Ternana a Ravenna i giochi sono ormai chiusi. La classifica dice i punti dalla zona play off sono 5 ma anche che gli stessi punti ci separano dalla zona play out. A quattro giornate dal termine e dopo la prova scialba di ieri neanche il tifoso più ottimista scommettere qualcosa sul raggiungimento dei play off.
La vittoria in casa manca dalla prima di ritorno era il 20 Dicembre si giocava contro la Spal e in porta c’era ancora Andrea Pinzan, mentre l’ultimo successo è datato 28 Febbraio allo Zaccheria di Foggia con protagonista Bindi il portiere rossonero.
Sono tante le domande che i tifosi al triplice fischio si sono fatti.
In settimana il cambio dell’allenatore doveva portare quella scossa e restituire alla squadra quella fiducia che si era persa strada facendo. Dopo la sconfitta in casa contro il Giulianova qualcosa nei meccanismi della squadra si è rotto. Nel corso della stagione molte volte il Cosenza è passato in vantaggio per poi farsi raggiungere e superare. Ben 3 sono gli errori decisivi dal dischetto (2 li ha sulla coscienza Biancolino e uno Fiore) e queste vanno sommate anche espulsioni “pesanti” come quella di Di Bari col Giulianova, Scognamiglio contro l’Andria e Chianello contro il Pescara che hanno “contribuito” a cambiare il volto alla partita.
Tutti episodi che mettono in luce anche i limiti mentali di questa squadra.
Era necessario mandare via Toscano a cinque giornate dalla fine? Forse il cambio andava fatto con qualche settimana d’anticipo, e soprattutto a cinque giornate dalla fine che senso ha avuto chiamare un tecnico come Glerean amante di una filosofia calcistica che in questo momento non serve all’ambiente rossoblu.
L’ex tecnico del Cittadella forse è giunto a Cosenza nel momento sbagliato, come da lui stesso ammesso nel corso della conferenza stampa del dopo partita.
Dare colpe al buon Ezio ci sembra eccessivo : le tantissime le assenze, una squadra psicologicamente scarica, in una situazione del genere è difficile tirare fuori qualcosa di buono.
E’ facile a pensare che si perda per quel dirigente,per l’ingresso di quel socio, per l’allenatore o per la poca chiarezza che regnava in società alla vigilia della sconfitta col Potenza. Ma ci siamo chiesti chi và in campo? La squadra contro il Rimini era chiamata a dimostrare gli attributi,dovevano dimostrare la voglia di raggiungere i play off e invece, è arrivata la sconfitta più brutta dell’anno.
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