Sanguebruzio sempre nel cuore.
mercoledì 16 giugno 2010
Il mondo rossoblù è in lutto. E’ morto Antonello Di Giorgio, meglio conosciuto come Sanguebruzio. Aveva 47 anni ed era tra gli animatori del celeberrimo Forum Ciutia Cosentina. Ieri a Portapiana i suoi funerali.
Quando si segue la squadra del cuore, nella propria città, con una passione viscerale che vada oltre il tifo, fino ad arrivare a raccontarne le gesta sui siti internet, a frequentarne le curve, gli allenamenti
(il San Vitino, la seconda casa), i tifosi, capita che la vita, in questo ambiente così vasto e vario, in cui tutti condividono l’amore per i colori della maglia, ci regali degli incontri, ci faccia conoscere persone che poi ci portiamo dentro, a volte per sempre. Il Cosenza, sempre il Cosenza, l’argomento principe, anche se spesso non il solo, dei capannelli di appassionati che discutono animatamente ai margini del campo di allenamento dove sgambettano Lupi vecchi e nuovi, veterani e giovanissimi, o che affrottano qualche ritrovo in città, magari sul Corso Mazzini, la più celebre passeggiata cosentina.

E gli incontri si fanno conoscenze, e le conoscenze si fanno amicizie che nel tempo diventano vecchie di anni. Intanto cresce la città, e il web, la novità misteriosa degli anni 90, diventa quotidianità, anche in questa pittoresca isola di provincia, in questa Cosenza così unica. Un forum raccoglie il debordante mare di passione rossoblu, migliaia di iscritti, migliaia di voci, migliaia di pareri, e quel solo, grande amore. E lì le vecchie amicizie, quelle frequentazioni del San Vitino, diventano presenza costante.
Antonello era Sanguebruzio: nel nickname stesso, la sintesi di ciò che ci sentiamo di essere tutti noi. Cosentini nel sangue, anche in un mondo così globalizzato, che ti vende a New York una riproduzione della Tour Eiffel made in China, e ti fa mangiare una pizza a Bangkok, e il sushi nel centro di questa nostra Cosenza. Cosentini nel sangue, che prendiamo aerei, magari, che ci fanno volare nei luoghi più esotici e lontani, e ci portiamo dentro il Castello e anche il Metropolis, Telesio e anche Gigi Marulla, nelle vene, dovunque ci troviamo, ci scorrono i Tredici Canali, e se un giapponese ci chiedesse di noi a Melbourne gli racconteremmo una storia che va dai Bruzi ad Alarico al palo di Lombardo con l’Udinese, e poi oltre.
Antonello era Sanguebruzio, sul forum dei tifosissimi del Cosenza. Antonello era amatissimo, Antonello era un totem, Antonello era un decano, con i capelli bianchi e gli scherzi sulla sua età che ci facevano scatenare in mille fotomontaggi, che lo facevano apparire al Congresso di Vienna, all’atto di fondazione del Cosenza, al momento in cui l’uomo inventò la ruota. Antonello era uno di noi nel senso più vero e pieno del termine.

Antonello era. Non riusciremo mai davvero a declinarlo, questo struggente tempo passato. E chi vorrà o potrà mai convincerci che Antonello non è più con noi?
Eravamo insieme in quell’avventura del Cosenza FC, insieme redattori di quel sito ufficiale che negli anni bui della serie D contribuiva -e noi con esso e attraverso di esso, con tutte le nostre forze- a cercare di riportare in alto il vessillo con il Lupo della Sila. E poi la nostra riscossa storica, la nostra feroce arrampicata verso categorie più consone, sempre la stessa passione, stavolta inondata di gioia.
Antonello c’era, c’è sempre stato, dal giorno in cui l’uomo delle caverne si fece venire un’idea a forma di ruota ad oggi, Antonello ha sempre innalzato quel vessillo rosso scarlatto e blu oltremare, visceralmente tifoso ed eternamente critico, ovverosia paradigmatico del vero innamorato del Cosenza, del cosentino più cosentino che ci sia.
E adesso, Antoné, diccelo tu come facciamo.
Come facciamo da soli, come ci stiamo da soli.
Diccelo tu come facciamo a darti un saluto che sappiamo essere l’ultimo.

Diccelo tu dove troviamo la forza, fratello carissimo, compagno di giornate intere trascorse a vedere allenarsi i Lupi di ogni stagione sportiva, a discutere dell’allenatore e dei suoi schemi, diccelo tu dove troviamo il coraggio di dirti addio.
Oppure seguici ancora, Antoné, quel vessillo rosso e blu del Lupo della Sila portalo ancora con te, lì dove troverai altri che già lo staranno sventolando, altri i cui nomi ci sono altrettanto cari, altri che insieme a te ci accompagneranno negli stadi d’Italia come nelle strade della vita.
Ciao, Antoné… e forza Lupi sempre.
Pier Francesco Iorio,
Staff CosenzaCalcio.eu
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2 risposte a “Sanguebruzio sempre nel cuore.”
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Ciao Kojak, come ti chiamavamo da ragazzi poco più che diciottenni per via della tua folta capigliatura. Ricordo ancora la tua risposta stizzita: “chi vu spinnà”. Ricordo le infinite volte allo stadio insieme, due o tre ore prima dell’inizio della partita ed eravamo in C2. Non ci frequentavamo più da un bel pò ti tempo per ragioni professionali, ora che non ci sei più mi viene solo da dirti arrivederci e al prossimo ” Un doppio vodka…. non lemon”
benché non abbia conosciuto Di Giorgio, vivo lontano da Cosenza, desidero partecipare al doloro della famiglia e di tutto il mondo rossoblu ovvero dei Lupi. Che il suo ricordo possa essere di incoraggiamento alla società e tifosi bruzi.
adrico