L’incubo chiamato AS Cosenza
Il campionato 2003/04
L’AS Cosenza Football Club nasce nell’estate del 2003, periodo probabilmente
più triste della storia calcistica cittadina. A seguito delle decisioni di
COVISOC e FIGC sparisce il Cosenza Calcio 1914, squadra storica della città, che
vantava dal 1988 una lunga tradizione in serie B, arrivando ad essere la squadra
che poteva annoverare il maggior numero di campionati consecutivi. Il sindaco Eva
Catizone e parte del suo staff, dà vita ad un progetto per far nascere una
società nuova con presupposti di trasparenza per garantire una squadra che sia
di nuovo dei tifosi, della cittadinanza tutta. La città si stringe attorno
all’iniziativa, tentando di superare lo choc della cancellazione del Cosenza di
sempre, nella speranza di una pronta rinascita.
Il 5 agosto 2003 nasce l’Associazione Sportiva Cosenza Football Club,
che l’8 agosto riesce ad iscriversi al campionato di Eccellenza rilevando in
extremis il titolo sportivo del
Castrovillari Calcio, società con problemi economici che non sarebbe
riuscita a completare il campionato. La nuova storia della Cosenza calcistica
inizia dal campionato di Serie D girone I nella stagione agonistica 2003/04.
La nuova società si presenta come degno erede dello storico Cosenza Calcio
1914, resistono le maglie rossoblu, sul nuovo logo societario trovano posto il
glorioso Lupo della
Sila ed i sette colli di Cosenza (stilizzati), logo disegnato dall’ultrà
Dino Grazioso.
Presidente, nel ruolo di traghettatore, è lo stesso sindaco Eva Catizone
affiancata dai vicepresidenti Francesco Sesso e Maria Carusi, consiglieri Dino
Grazioso e Massimo Valentini. Il primo sindaco donna nella storia della città,
si lancia in un’avventura insidiosa nell’attesa che imprenditori della città
rilevino la società.
Vengono sottoscritti 1.688 abbonamenti, in numero superiore
alla stagione 1988/89, quando il Cosenza partecipò al primo campionato di serie
B, dopo 25 anni.
Nella prima partita di campionato (Cosenza-Rossanese) giocata nello storico
stadio San Vito dodicimila spettatori affollano le gradinate. Dopo varie
“manifestazioni di interesse”, nell’ottobre 2003, gli unici ad acquisire il
neonato AS Cosenza Football Club sono una cordata di imprenditori dello Jonio,
capeggiati dal costruttore Bruno, che dopo aver rilevato le quote societarie fa
dietro-front. È così che la presidenza della società passa all’ingegnere Stella.
Dopo alcuni mesi subentrano forze fresche. Tre giovani imprenditori cosentini (Algieri,
Falbo e Cannella) mettono alla porta Stella ed il gruppo di cariatesi che aveva
in pochi mesi ridotto la società sull’orlo del fallimento, e portano a termine
il campionato: la squadra, guidata da Gigi Marulla, sfiora i play-off per la C2.
Il Campionato 2004/05
Il secondo campionato di serie D, stagione sportiva 2004/05, è caratterizzato
dall’incertezza dovuta alla presenza nello stesso girone della squadra storica,
il Cosenza Calcio 1914 Spa, che nel frattempo, dopo una lunga sequela di ricorsi
alla giustizia ordinaria, aveva ottenuto la serie D. La tifoseria si spacca e
sceglie in parte di sostenere il Cosenza Calcio 1914. Molti, invece,
preferiscono prendersi un anno sabatico in attesa di tempi migliori, in pochi
continuano a sostenere la nuova squadra. Sono pochi coloro i quali partecipano
alla prima stagionale del Cosenza Fc, giocata al San Vito contro la Vibonese. E’
in questa stagione che si verifica l’evento unico e quasi paradossale del derby
Cosenza-Cosenza (FC contro 1914) vissuto sia all’andata sia al ritorno in un
clima surreale e con uno stadio spettralmente silenzioso. Da notare che nella
gara d’andata nessuna delle due squadre indossa la tradizionale casacca
rossoblu, scegliendo una divisa gialla il Cosenza 1914 e la citata divisa
verde-blu il Cosenza FC. Nel derby di ritorno, l’FC si schiererà con una divisa
grigio perla e blu, mentre fra primo e secondo tempo i tifosi “costringeranno”
il Cosenza 1914 a cambiare la maglia (da rossoblu d nuovo a gialla) perché, dopo
il declassamento in serie D, in piena polemica verso i vertici federali, le
istituzioni locali e la politica locale e nazionale, considerarono il “derby”
fra due Cosenza come una specie di insulto e pretesero che la “sacra” divisa
rossoblu non venisse macchiata da un evento ritenuto un’umiliazione.
Ma il campionato prosegue. L’assenza di incassi al botteghino e di aiuti
istituzionali, costringe i tre soci Falbo, Algieri e Cannella a svenarsi, ancora
una crisi economica, risolta dall’intervento di Gaetano Intrieri, un giovane
manager Alitalia, il quale acquisisce la società, la trasforma in società di
capitali con denominazione sociale “Fortitudo Cosenza srl” portando a termine il
campionato. Il Cosenza Fc (o Fortitudo Cosenza che dir si voglia) conclude il
secondo campionato della sua storia al centro della classifica del campionato di
serie D girone I.
Il Campionato 2005/06
Nell’estate 2005 viene dichiarato il fallimento del Cosenza Calcio 1914 Spa
che viene quindi radiato da ogni campionato e la Fortitudo Cosenza srl viene
trasformata in As Cosenza Calcio Spa. Gaetano Intrieri lancia la sua sfida,
allestendo una squadra in grado di vincere il campionato di serie D girone I. La
nuova squadra viene accolta con entusiasmo dalla tifoseria organizzata.
Dopo aver superato il primo turno di Coppa Italia ai danni della Rossanese,
la squadra, nuovamente guidata da Gigi Marulla, si presenta ai nastri di
partenza del campionato. Subito una vittoria per 2-1 sul terreno di gioco del
San Vito ai danni della Viribus Unitis. Una settimana dopo la prima trasferta di
campionato sul terreno dell’Ebolitana, riserva una brutta sorpresa. Una fitta
sassaiola della tifoseria locale verso la squadra cosentina costringe l’arbitro
a spostare le panchine dall’altra parte del terreno di gioco, dove non vi sono
spalti; il clima intimidatorio ed ostile induce molti cosentini alla reazione,
per quanto ingiustificata, mentre gravi episodi di violenza fuori e dentro lo
stadio impediscono il regolare svolgimento della gara, sospesa dopo appena tre
minuti di gioco a causa dell’aggressione di un tifoso rossoblù al portiere
campano, Agostino Spicuzza. Alla fine si conteranno decine e decine di feriti e
due accoltellati: l’intero paesino campano si riversa addosso ai circa ottocento
tifosi rossoblu, e ne nasceranno scene da guerriglia indicibili. Il Cosenza
subisce una lunga squalifica del campo, alcuni giocatori decidono di abbandonare
la squadra e lo stesso presidente Intrieri è incerto sul da farsi. Alla fine
resterà ai vertici della società solo dopo i numerosi attestati di stima
provenienti dai tifosi. Al suo fianco un gruppo di calciatori guidati dal
capitano, Tony Lio. Nonostante le numerose gare in campo neutro ed a porte
chiuse la squadra ottiene una lunga sequenza di risultati positivi, mantenendosi
costantemente ai vertici della classifica. A novembre una clamorosa flessione,
cominciata con la sconfitta sul campo del Sapri, allontana la squadra dai
vertici della classifica. Il rapporto tra il presidente ed il tecnico, Gigi
Marulla, si deteriora. La sconfitta interna contro la Rossanese convince
Intrieri che è il caso di voltare pagina. Marulla ed il direttore sportivo,
Marino, rassegnano le dimissioni. Alla guida della squadra subentra l’allenatore
in seconda, Giacomo Zunico, che trasforma la squadra, che sotto la sua guida
conclude il campionato al terzo posto. In 21 gare il Cosenza perde una sola
volta, agguantando l’obiettivo minimo dei play-off trascinata dai 14 gol del
bomber Cosimo Sarli. La prima gara dei
play-off
per la promozione si gioca al San Vito contro il Siracusa. I tempi regolamentari
si concludono con il risultato di 1-1. I supplementari non mutano gli equilibri.
La gara si conclude ai rigori, dagli undici metri passa la squadra di Zunico,
grazie all’errore dell’attaccante aretuseo, Intagliata. I 7.000 del San Vito
festanti si preparano alla finale di Vibo Valentia. Purtroppo la gara più
importante dell’anno vede prevalere la squadra avversaria. Due rigori
contestatissimi portano i locali sul doppio vantaggio, e Sarli può solo
accorciare le distanze, ma non basta. Il Cosenza è fuori dai play-off ed è
condannato ad un altro anno di dilettantismo.
Il Campionato 2006/07
Nonostante le premesse positive il campionato 2006/07 verrà ricordato come
una stagione tribolata e piena di insidie. La sconfitta nella finale play-off di
Vibo Valentia non scoraggia il presidente, Gaetano Intrieri, che conferma gran
parte della rosa del precedente campionato. Confermato anche il tecnico, Giacomo
Zunico, mentre è un volto nuovo il direttore sportivo, che sarà il lametino
Fabrizio Maglia. Il primo segnale negativo arriva a fine giugno quando tra i
mugugni della tifoseria saluta Cosenza il bomber Cosimo Sarli, che viene
rimpiazzato dall’ariete, Marco Cirillo. Si tratta del primo campanello d’allarme
che spinge la tifoseria a nutrire dubbi sulla tenuta economica della società di
Gaetano Intrieri. È luglio inoltrato quando i giornali scrivono di infruttuose
trattative tra Intrieri ed alcuni gruppi di imprenditori locali per la cessione
della società. Intrieri mantiene la proprietà della società, facendosi da parte
e nominando un direttore generale con compiti di amministrazione. Si tratta
dell’ex calciatore rossoblù
Stefano Casale, cha assume le redini della società. Sembra essere tutto
pronto per un nuovo campionato di vertice ed invece un improvviso colpo di scena
porta all’addio di Cirillo, il quale preferisce il Gela che milita in serie C2.
La città mugugna ed il campionato non è neanche cominciato.
Il ritiro precampionato nel frattempo si conclude ed il 3 Settembre lo stadio
San Vito ospita la prima gara di coppa Italia, che vede i lupi opposti alla
matricola Acicatena. Al termine della gara i 500 spettatori fischiano
fragorosamente la squadra, protagonista di una gara sonnecchiosa conclusa a reti
inviolate.
Sette giorni dopo la squadra ottiene la qualificazione al turno successivo,
grazie all’1-1 conseguito sul campo avversario. Per i lupi segna il cosentino
Maurizio Prete.
Tre giorni dopo il Cosenza ingaggia l’attaccante Belmonte dal Benevento, mentre
saluta la truppa rossoblu Antonino Sparacio.
Inizia il campionato. Subito due sconfitte consecutive atterriscono il morale
dei tifosi rossoblù che vedono andare via i migliori giocatori, compreso il neo
arrivato Belmonte. La crisi più che tecnica è, infatti, societaria. La mancanza
di certezze circa la corresponsione degli stipendi, convince alcuni elementi
della rosa a fare le valigie. La squadra, decimata e con un solo attaccante in
organico (Prete), ottiene due pareggi consecutivi in campionato ed una vittoria
in coppa Italia sul campo della Rossanese.
È il 12 ottobre ed il presidente Intrieri annuncia la cessione del pacchetto
azionario all’imprenditore Mauro Nucaro, nel frattempo la squadra coglie un
prezioso pareggio sul campo del Castrovillari. Il nuovo presidente fa sì che i
problemi societari momentaneamente si plachino, e tutti i giocatori più
rappresentativi tornano a vestire la gloriosa casacca rossoblù. Intanto
raggiungono capitan Lio e soci due calciatori di buone qualità: Bennardo e
Mazzeo. Proprio quest’ultimo consacra il suo esordio in maglia rossoblù con un
gol che consente ai lupi di battere il Comiso. Tre giorni dopo nel derby di
Coppa Italia con il Castrovillari ancora Mazzeo protagonista: in uno scontro di
gioco con il portiere avversario perde conoscenza. Un arresto cardiaco rischia
di ucciderlo. Fortunatamente tutto si risolve solo con un grande spavento e
qualche punto di sutura, Mazzeo sta bene e dopo una breve degenza in ospedale
viene dimesso.
Neanche il tempo di riprendersi dallo choc ed il campionato riserva la trasferta
di Sapri, conclusasi a reti bianche. Una sconfitta interna nel turno
infrasettimanale contro il Ragusa (1-2) fa mugugnare i tifosi, che però vedono
vincere la loro squadra dopo appena tre giorni. Si conclude, infatti, con uno
splendido 0-4 il derby contro la Paolana, giocato sul neutro di Rossano. Nel
frattempo la società annuncia gli acquisti degli attaccanti Di Sabato e De
Francesco, dei centrocampisti Gasparini e Chiarello e del giovane difensore
Zangaro classe 1989.
La gara successiva vede il Cosenza pareggiare 1-1 in casa contro il Giarre.
Una vittoria in casa del Paternò ed il pareggio interno con l’Acicatena non
bastano a salvare la panchina di
Giacomo Zunico. Al suo posto arriva in riva al Crati
Pino Rigoli, autore di una doppia promozione in tre anni col Modica
dall’Eccellenza alla serie C2.
Il suo esordio sulla panchina del Cosenza, avviene nella trasferta di
Pomigliano, dove i lupi impattano per 1 a 1, in nove contro i padroni di casa.
Il successivo pareggio tra le mura amiche contro l’Angri, viene caratterizzato
dalle proteste della società silana per l’arbitraggio non ritenuto all’altezza
della situazione.
Nella settimana successiva impazza il calciomercato, con l’addio al Cosenza del
centrocampista Di Maio, che si aggiunge a quelli dei compagni di reparto Tocci,
Chiarello ed Esposito. Quanche giorno dopo vengono svincolati anche il portiere
D’Auria ed il difensore Maglione. L’addio più difficile da accettare per i
tifosi è quello di Leo Vanzetto, che si trasferisce al Sapri.
Nonostante sia ridotta ai minimi termini, la squadra guidata da Rigoli riesce a
vincere sul campo del Licata, grazie ad un gol di Ambrosecchia nei minuti
finali. Il martedì successivo la società annuncia l’acquisto dell’attaccante
Pietro Parente, giocatore che fino a qualche anno fa militava nella massima
serie calcistica. L’esordio dell’attaccante pugliese non porta i frutti sperati
ed il Cosenza la domenica successiva perde sul campo del Campobello. La squadra
rossoblù riesce addirittura a sbagliare due rigori. Il 2007 inizia bene per la
compagine silana, subito una vittoria nel derby contro la
Rossanese (1-0) e l’acquisto di tre elementi importanti, si tratta del
portiere classe ’87
Raffaele Ioime e di due difensori
Antonio Tedesco e
Sergio Giglio rispettivamente classe 1987 e 1988 tutti e tre provenienti
dalle fila del Brindisi, ma di proprietà del Catania. Nella successiva gara
contro il Neapolis, il Cosenza non va oltre lo 0-0. La prestazione opaca dei
lupi suscita il malcontento della tifoseria, che esplode in una fragorosa
contestazione la settimana successiva dopo la sconfitta sul campo dell’Adrano.
Dopo appena 60 minuti di gioco la squadra rossoblù è già sotto di due gol ed i
tifosi abbandonano il settore ospiti. Si crea una frattura insanabile tra
squadra, società e tifosi: un tutti contro tutti che nella settimana successiva
si consuma in comunicati stampa al vetriolo. Tuttavia la domenica successiva il
Cosenza ritorna alla vittoria, seppur di misura ed in inferiorità numerica,
contro il Siracusa, una delle corazzate del campionato. La ritrovata vena della
squadra, che si reinserisce prepotentemente nella zona play-off, non trova
corrispondenza nelle vicende societarie. Una forte crisi economica del
presidente Nucaro trova il suo culmine nel suo allontanamento dalla società. La
squadra comincia un periodo di autogestione, supportata dai tifosi che si
prodigano per reperire fondi per portare a termine il campionato. Il campionato
giunge al termine, la compagine silana con il pareggio ottenuto contro la
Rossanese nell’ultima giornata di campionato raggiunge il quarto posto in
classifica a quota 52 punti a pari merito con il
Savoia che però riesce a superare in classifica grazie alla differenza reti
nettamente superiore rispesto ai campani, qualificandosi per le fasi dei
play-off.
Il primo scontro play-off avviene sul campo del
Siracusa, l’evento sportivo prima ancora di essere disputato si tinge di
giallo, in quanto a causa di un’ordinanza (alquanto discutibile) emessa in data
11 Maggio 2007 il Prefetto di
Siracusa
dispone che la gara di calcio Siracusa- Cosenza sia considerata
dall’osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive a RISCHIO 3, ovvero il
più elevato nella scala delle partite a rischio, pertanto la gara è stata
disputata senza la presenza di tifosi rossoblu. L’assenza assoluta di rivalità
fra le due tifoserie (tanto che i siracusani si prodigheranno a reperire qualche
biglietto per i tifosi rossoblu ed esporranno uno striscione di solidarietà ai
colleghi) rende incomprensibile la decisione del prefetto. Così il Cosenza,
senza il supporto caloroso dei suoi tifosi e in formazione rimaneggiata a causa
di vari infortuni e squalifiche (prima su tutte pesa l’assenza di capitan
Tony Lio, poi dei vari
Pietro Parente,
Francesco Ambrosecchia, ecc.) si arrende alla “corazzata” Siracusa che,
almeno in questa partita, non si è dimostrata superiore al Cosenza, anzi per
molto tempo è rimasta a guardare il bel gioco espresso dall’undici di mister
Rigoli. Alla fine il risultato del campo sorride ai siciliani: Siracusa-
Cosenza 3-1, pertanto i Rossoblu Silani sono fuori dai playoff e da eventuali
discorsi riguardanti ripescaggi in serie C2. Si chiude così la stagione 2006/07
dell’AS Cosenza Calcio. La società non verrà poi iscritta al campionato di
competenza per la stagione 2007/08.




